​La memoria involontaria.

Sono ancora mezza addormentata, appoggiata al mobile della cucina mentre aspetto che la bustina di The termini il tempo di infusione.
Come sempre la testa programma la giornata. Fra le cose da fare compare con la prepotenza di un’insegna a led l’impegno del pomeriggio: “andare al lago”. L’ho promesso a mio figlio e rimando di giorno in giorno solo da due settimane.

E mentre penso che oggi effettivamente potremmo andare eccomi catapultata ai miei 16 anni, sotto l’enorme pianta che domina la spiaggia in cui ho vissuto la mia adolescenza e non solo. Sono con il mio primo fidanzatino e alcuni suoi amici. Sono l’unica che non si è messa in costume, preferisco stare al sicuro nella mia salopette di due taglie in più.

Poi oggi c’è quella ragazza, quella perfetta, quella che fa sempre la stupida con tutti e che guarda le altre con disprezzo. Siamo sugli asciugamani all’ombra. Fa la cretina anche con il mio ragazzetto, ride, finge di scivolare e mentre atterra fra le sue braccia mi calpesta letteralmente.

Non ricordo esattamente cosa dico nell’inveirle contro, ma ricordo quella sensazione mortificante, quel sentirmi inesistente, invisibile. Quel sentimento di odio, di risentimento e di sfiducia verso me stessa, il sentirmi un NIENTE. Più doloroso del livido sulla gamba che mi sono portata dietro per le successive settimane.

Mentalmente abbraccio forte quella Me adolescente e fragile.

Vorrei essermi amata come mi amo oggi già tanto tempo fa. ❤️

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...