Il fiocchetto lilla.

15 MARZO
Giornata Nazionale dedicata alla lotta contro i disturbi da alimentazione incontrollata.

DCA. Disturbi del comportamento alimentare.
I disturbi dell’alimentazione sono patologie caratterizzate da un’alterazione delle abitudini alimentari e da un’eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del corpo. Insorgono prevalentemente durante l’adolescenza e colpiscono soprattutto il sesso femminile. I comportamenti tipici di un disturbo dell’alimentazione sono: la diminuzione dell’introito di cibo, il digiuno, le crisi bulimiche (ingerire una notevole quantità di cibo in un breve lasso di tempo), il vomito per controllare il peso, l’uso di anoressizzanti, lassativi o diuretici allo scopo di controllare il peso, un’intensa attività fisica. I principali disturbi dell’alimentazione sono l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il disturbo da alimentazione incontrollata (o binge eating disorder, BED).

Leggo questa definizione e mi sembra di leggere il foglio d’istruzioni del frullatore, il bugiardino della tachipirina o la lista della spesa.
Sorrido perchè penso che è un modo molto semplice e distaccato per dire, o non dire, qualcosa di molto doloroso, difficile, incomprensibile.
“Come mai sei grassa? Perchè non ti metti a dieta? Hai mai pensato di dimagrire?”
“Sono grassa perchè vivo da anni in un all you can eat, si chiama Binge. E’ un locale riservato, silenzioso. Ci sono tante persone ma ognuna guarda nel suo piatto e raramente alza la testa per parlare con le altre. Ogni singolo cliente è concentrato a ricoprire e riempire il suo tavolo di cibo in modo da non vederlo mai vuoto. Appena scorge un angolo di tovaglia corre a prenderne ancora e ancora.
Vorrei mettermi a dieta, ma poi dovrei imparare a guardarla quella tovaglia. E se dovessi scorgere macchie, strappi, fili irrimediabilmente tirati? Non so, forse non sono pronta. Resto nel dubbio, con l’illusione e la speranza che lì sotto ci siano solo ricami, pizzi e merletti.
Si, ho pensato di dimagrire. Ma pensarci e basta non ha funzionato.”

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Un disturbo alimentare è una merda.
Diciamo le cose come stanno.
Ma possiamo iniziare ad affrontarlo, a combatterlo, a prendere coscienza di non esserne schiavi.
Ora, oggi, possiamo scegliere di uscire da quel ristorante, di sbattere la nostra tovaglia e di farci un nuovo abito. Magari un po’ sgualcito, ma che ci rappresenti.
Davvero.

 

Posologia
Da leggere oggi, rileggere domani,  leggere di nuovo dopodomani.

BETH E ZALANDO.

“Non bisogna chiedere scusa per essere grasse, perché anche i grassi possono farsi belli e prendersi cura del proprio corpo e della propria immagine”.

Beth Ditto, è una cantante statunitense, frontwoman del gruppo musicale dei Gossip. Ha fatto della sua fisicità il suo bigliettino da visita. 1.50 di altezza per 95 chili di personalità le hanno permesso di posare per diverse copertine e diventare un modello per tutte quelle donne oltre la taglia 48. Ha creato una linea di abbigliamento taglie forti e ora è testimonial della linea plus size di Zalando (santo subito).

Beth Ditto – Fire

Personalmente la adoro, adoro la sua musica, adoro la sua immagine sempre così sfrontata e rock. Sicuramente non incontra il gusto di tutti, soprattutto perché se ne frega altamente degli standard e si veste esattamente come le pare, urtando la sensibilità di chi non è abituato a ragionare oltre gli schemi. Beth mette il suo animo rock in tutto ciò che fa. Eccentrica e anticonformista, incoraggia le donne del mondo ad accettarsi per come sono.

“Fa’ ciò che vuoi. Sii te stessa e non scusartene mai. Ciò che pensano di te non è un tuo problema.”

E cosa vi devo dire? Credo non ci sia testimonial più adatta per una linea taglie forti e su Zalando trovate una selezione di capi che richiamano il suo stile, capi decisamente grintosi e oltre le righe…

Caro Zalando, stavolta ci hai visto lungo e ci hai preso in pieno e io sono bel felice di ingrassare le tue tasche.

Fate voi tutte le considerazioni del caso, nel frattempo io mi compro la tuta leopardata rossa e ciao!

https://www.zalando.it/glamorous-curve-leopard-print-tuta-jumpsuit-red-gla21t006-g11.html

Ciao estate, ciao.

Eccoci, possiamo finalmente  tirare un sospiro di sollievo: l’estate è finita, ci ha lasciati, addio, bye bye, stacci bene, au revoir.

Eppure per molti di noi questa è stata una stagione di svolta per quanto riguarda il rapporto con il nostro corpo e soprattutto con il costume.

Con il progetto PROVAilCOSTUME, conclusosi da pochi giorni, possiamo davvero affermare di aver raggiunto un numero di adesioni molto elevato e una partecipazione attiva ed entusiasta.

Ci siamo spogliati in tanti, in tanti (uomini e donne) abbiamo finalmente scelto di indossare liberamente il costume e di abbandonare nell’armadio tutti i pregiudizi, i complessi, le paranoie che negli scorsi anni ci hanno accompagnato in spiaggia. FINALMENTE abbiamo deciso di vivere il nostro corpo con libertà, con allegria, con naturalezza.

La tanto inquietante PROVA COSTUME non è più  stata una prova di coraggio ma solo un normalissimo benvenuto all’estate e alla voglia di viverla serenemente.

Celebriamo così le nostre forme, ringraziando con un caldo abbraccio tutte le meravigliose donne e i fantastici uomini che si sono uniti a noi nel dare forma al nostro desiderio di libertà!

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GRAZIE!! GRAZIE!! GRAZIE!!!

Preparatevi alla prossima sfida!!!

 

​Oltre all’odio, oltre alla presunzione, oltre all’invidia c’è l’Amore.

In questi giorni sul nostro gruppo (Curvy Relovetion) si parla molto di commenti negativi e prese in giro e nel frattempo anche la modella plus size Natalie Hage è stata derisa da un uomo in uno dei suoi viaggi in aereo. http://www.105.net/news/tutto-news/234884/derisa-in-aereo-perche-grassa-ecco-come-ha-reagito-la-modella.html

Ovunque ci giriamo, siamo circondati da haters e soprattutto da tanta, tanta ignoranza.

Ogni giorno ci scrivono ragazze che si odiano e che si abbattono per i commenti altrui, donne affrante, donne ferite. Donne che vorrebbero poter vivere serenamente la loro vita e il loro corpo e che invece si trovano a sentirsi diverse e a vergognarsi.

“Ciao bellissime girl’s, post sfogo..ieri sono stata al mare,e per la prima volta in vita mia ho fatto il bagno con i pantaloncini e canottiera, mi vergognavo troppo e mentre tutti si divertivano in acqua io avevo il muso e non facevano altro che passarmi davanti secche strafighe, esco dall’acqua e un bambino dice alla madre “mamma guarda come e’ grossa” indicandomi,e la madre non gli ha detto niente. Ma che razza di madre è??? Il primo valore che insegnerò a mia figlia è mai offendere e mai giudicare, neanche con il pensiero!! “

S.

“Succede che una sera vai fuori a cena con i tuoi amici. Succede che, tra una risata e l’altra, si epiteta una ragazza (assente) con la parola “grassona”. Succede che, non abbastanza appagati, si epiteta l’ex di un’altra ragazza (assente) con le parole “brutto davvero”. Succede che mi girano i coglioni.

In un attimo ricordo tutto quello che ho vissuto, l’orgasmo mentale da controllo sul proprio corpo, i kg che andavano giù a picco, la “felicità” dei jeans larghi, … ma ricordo anche tutto quello che ho vissuto *male*, i 2 anni di bulimia… Per dirmi “MI VOGLIO BENE” ci ho messo anni.

La gravidanza, anni dopo, mi ha regalato la gioia di scoprire l’amore vero. E ben 117kg. 

… mi sono promessa che Mai più mi sarei fatta del male, MAI PIÙ MI SAREI FATTA SOPRAFFARE DAL GIUDIZIO ALTRUI. Ripensando a tutto questo, ieri sera, ho detto solo “NON AVETE IDEA DELLA MERDA CHE ALCUNE PERSONE VIVONO. IO EVITEREI.” 

Ed è bastato.

È bastato anche a me.”

M.

“Alle medie venivo presa in giro perché dal colletto della maglietta fuoriusciva l’etichetta e anziché una #S c’era una #XL…

Alle superiori venivo sempre guardata in malo modo perché quando si faceva educazione fisica non riuscivo a fare alcuni esercizi o perché mi vergognavo a farne altri.

Finita la scuola credevo finalmente di essermi liberata di tutte queste malelingue, e invece ecco che si ripresentano…

Un giorno andando al mercato con mia madre, volendomi comprare un cappotto, mi reco ad una bancarella e facendo la mia richiesta l’unica risposta ricevuta è stata “ma signorina in queste condizioni non puoi pretendere di indossare un cappotto di questo tipo, ne puoi indossare uno così…” mostrandomene uno da signora! Eppure stavo chiedendo solo un cappotto adatto alla mia di età!

Risultato –> ho iniziato ad evitare i cappotti, passavo/passo gli inverni vestendomi a strati pur di non mettere il cappotto!😓

Ancora oggi ho dei “grossi e grassi” problemi di peso…anzi ora più che mai!

Sono arrivata a un punto di non ritorno… mi guardo e mi odio, evito di uscire e se esco non mi sento a mio agio tra la gente!! “

F.

Ne potrei mettere 10/100/1000 ma torna sempre una domanda: perché giudicare in modo negativo? Non abbiamo tutti gli stessi gusti, non abbiamo tutti le stesse forme, non ci vestiamo tutti uguali e non facciamo le stesse cose. Ma non è questo il bello dell’essere l’animale piu’ complesso dell’universo!? Peccato che l’essere umano sia anche il più stolto, il più facile da plasmare, il più facile da addestrare e il più giudichevole verso il prossimo. 

Insegniamo ai nostri cuccioli a giudicare, insegniamo loro preconcetti, pregiudizi e non li abituiamo a guardare oltre. 

Oltre all’odio, oltre alla presunzione, oltre all’invidia c’è l’Amore.

L’orizzonte piu’ bello da conquistare per sé e per gli altri. 

C’è la libertà, la libertà di essere quel cazzo che ci pare. La libertà di vestirci come ci sentiamo senza dover pensare a cosa pensano gli altri.

Fermatevi, contate fino a 10 prima di dire che brutta, che grassa, che capelli, che denti… io lo farò!

Vi lascio con un testo condiviso da una delle nostre bellissime donne che ogni giorno cercano di darsi forza, l’una con l’altra.

“Grassa” di solito è il primo insulto che una ragazza rivolge a un’altra quando vuole ferirla; ricordavo di averlo visto succedere sia quando andavo a scuola sia tra le adolescenti. Così ho ricordato com’è strano e malsano l’insulto “grassa”. Voglio dire, “grassa” è davvero la cosa peggiore che possa essere una persona? Essere “grassi” è peggio che essere vendicativi, gelosi, superficiali, vanitosi, noiosi o crudeli? No, per me no; ma del resto, che ne so io delle pressioni sociali sulla magrezza? Vengono indicati come esempi da imitare quelle celebrità le cui più grandi imprese sono unghie perfettamente smaltate, le cui uniche aspirazioni sembrano essere farsi fotografare con nove vestiti diversi in una sola giornata, la cui unica funzione nel mondo sembra essere il sostegno del commercio di borse dal prezzo esorbitante e di cagnolini grossi come ratti. Forse tutto questo sembra comico o di poca importanza, ma non è così. Si tratta di quello che le ragazze vogliono essere, di quello che suggeriscono loro di essere e di come si sentono per essere come sono ed in un mondo ossessionato dalla magrezza mi preoccupa, perché non voglio ci siano cloni emaciati con l’ossessione di se stesse e con la testa vuota. 

Vorrei ragazze indipendenti, interessanti, idealistiche, gentili, caparbie, originali, divertenti.. C’è un migliaio di cose, prima di “magre”. 

J. K. Rowling
RIFLETTETE, io lo farò, noi lo faremo e voi?

​La memoria involontaria.

Sono ancora mezza addormentata, appoggiata al mobile della cucina mentre aspetto che la bustina di The termini il tempo di infusione.
Come sempre la testa programma la giornata. Fra le cose da fare compare con la prepotenza di un’insegna a led l’impegno del pomeriggio: “andare al lago”. L’ho promesso a mio figlio e rimando di giorno in giorno solo da due settimane.

E mentre penso che oggi effettivamente potremmo andare eccomi catapultata ai miei 16 anni, sotto l’enorme pianta che domina la spiaggia in cui ho vissuto la mia adolescenza e non solo. Sono con il mio primo fidanzatino e alcuni suoi amici. Sono l’unica che non si è messa in costume, preferisco stare al sicuro nella mia salopette di due taglie in più.

Poi oggi c’è quella ragazza, quella perfetta, quella che fa sempre la stupida con tutti e che guarda le altre con disprezzo. Siamo sugli asciugamani all’ombra. Fa la cretina anche con il mio ragazzetto, ride, finge di scivolare e mentre atterra fra le sue braccia mi calpesta letteralmente.

Non ricordo esattamente cosa dico nell’inveirle contro, ma ricordo quella sensazione mortificante, quel sentirmi inesistente, invisibile. Quel sentimento di odio, di risentimento e di sfiducia verso me stessa, il sentirmi un NIENTE. Più doloroso del livido sulla gamba che mi sono portata dietro per le successive settimane.

Mentalmente abbraccio forte quella Me adolescente e fragile.

Vorrei essermi amata come mi amo oggi già tanto tempo fa. ❤️

 L’insicurezza di una vita si puo’ trasformare in amore per l’eternità.

Ci sono tanti elementi che influiscono sulla nostra autostima: il valore che impariamo a dare ai commenti degli altri, il modo in cui i nostri genitori vedevano il loro corpo, gli amici che abbiamo incontrato o voluto durante il nostro cammino, gli uomini o donne che abbiamo amato o che non ci hanno voluto amare.
Faccio questa riflessione perché sono sempre stata morbidosa nella mia vita e anche se non ho mai subito alcun attacco diretto mi sono sempre vista obesa: 69/80/100 kili, la bilancia è sempre stata un incubo ma non aveva alcuna importanza il numero scritto sopra. 

Mi mettevo davanti allo specchio e… 

“Specchio specchio delle mie brame chi è la piu’ bella del reame?”

“Fossi magra saresti tu” diceva quel bastardaccio di uno specchio.

E allora pianti, lacrime, vestiti larghi, niente jeans, no alle scollature e via di paranoie, autoinsulto a manetta, non mi vorrà mai nessuno, moriro’ grassa, prurito, vomito e disagio tanto disagio.

Poi sono rimasta incinta… e nonostante sia la gioia piu’ grande della mia esistenza sono arrivata addirittura a colpevolizzare lui per quei 20 kili che si sono affezionati a me. Non voglio aprire il capitolo di come e perché io sia riuscita ad ingrassare cosi tanto o sul come si faccia a perderli perché sparerei un mucchio di ovvietà, ma vorrei farvi comprendere come oggi quello specchio abbia completamente cambiato risposta:

“Nel tuo reame sei tu la piu’ bella, la piu’ sexy, la piu’ simpatica e l’unica persona al mondo con cui devi fare i conti. Sei la regina del tuo mondo e nulla e nessuno potrà mai cambiare questa cosa”

Anticipo una cosa per i bontemponi che si apprestino a commentare in modo ridicolo la questione: non è che una donna è grassa e ci vuole rimanere, probabilmente l’80% è a dieta perenne ma la questione qui è piu’ profonda e si chiama AMORE.

Tutto è partito da un casting, un post e un “potrebbe essere divertente”. Tutto è partito da un gruppo di ragazze che provano ad attuare ogni giorno la loro personale CURVY RELOVETION! Ma il punto non è che ora ho all’attivo 2 sfilate e mi sto divertendo con il mio corpo, il punto della questione è che oggi MI AMO

MI AMO perchè sono io, a prescindere dal corpo che decido di costruirmi e di portarmi dietro. 
Sulle pieghe di ogni mio difetto ci sono scritte frasi, esperienze, c’è una vita vissuta a pieno e con la voglia di ridere, di essere felici, c’è una vita di lotte e malumori, una vita di piccole vittorie e di grandi sconfitte. 

Nelle mie articolazioni imperfette c’è lo sport che ho tanto amato.

In ogni mia smagliatura c’è una battaglia con me stessa e verso il mondo che mi ha permesso di arrivare dove sono ora.

Nella mia panzotta morbida è cresciuta una vita!

E se da oggi ognuna di voi (magra, grassa, alta, bassa) provasse ogni giorno a vedere e costruire la propria storia sul proprio corpo? E se provaste da ADESSO a sentire profondamente quanti successi o quante esperienze vi portate dietro, quanto il vostro corpo ha da raccontarvi?

Questo non vuol dire smettere di lottare per stare sempre meglio con se stessi ma vuol dire amarsi a prescindere perché ogni storia bella o brutta ha meritato di essere vissuta con quel corpo e perché la vita ci mette davanti ogni giorno a nuove avventure che possiamo cogliere e vivere solo se amiamo cio’ che siamo.

Viviamo ogni giorno con serenità la nostra Curvy RELOVETION e amiamoci a prescindere per TUTTA L’ETERNITA’!
Sandra 

#wecandocurvyrelovetion e #PROVAilCOSTUME

BUONGIORNO MERAVIGLIE!!!!!!!!

Eccoci con le news!!!!

I due hashtag da tenere d’occhio e soprattutto da utilizzare ovunque sono #wecandocurvyrelovetion e #PROVAilCOSTUME.

COME PARTECIPARE???



#wecandocurvyrelovetion 

Ricordate il manifesto statunitense del dopoguerra diventato simbolo del femminismo, della forza e del coraggio di tutte le donne del mondo?? Ecco, vi invitiamo a riproporre quell’immagine (una foto con camicia/gilet/giacca di jeans, fascia rossa o rossa a pois, sfondo neutro) e di inviarcela accompagnata da un pensiero riguardo a una rivincita personale, un episodio di rivalsa, un aneddoto in cui avete dimostrato coraggio e voglia di farvi valere a prescindere dall’opinione altrui (Nella foto d’esempio il gesto dell’ombrello sta a sottolineare con finezza e diplomazia come dovremmo rispondere a chi ci sminuisce e/o insulta).


#PROVAilCOSTUME

Prova costume, prova costume, prova costume.

Che palle.

Noi il costume lo proviamo, lo mettiamo e ce ne freghiamo di chi ha voglia di giudicarci.

Affrontiamo la bella stagione senza pareo ma ricoperte da una sana dose di amor proprio.

Basta mandarci una foto in costume, con o senza volto, fiere della nostra morbidezza.

Va bene intero, bikini, topless (sempre in modo non volgare, per buongusto e per evitare pornostalkeraggi), al mare, in piscina, in giardino, in piazza duomo a Milano. 

Insomma, sbizzarritevi e soprattutto DIVERTITEVI.

Per entrambi i progetti penseremo noi ad aggiungere il logo e a fare il collage piuttosto che l’effetto specchiato. Mandate le immagini via mail a curvyrelovetion@libero.it.

Le pubblicheremo sulla pagina Facebook e su Instagram senza tag (se non espressamente richiesto) e le raccoglieremo in un articolo qui.

DATEVI SUBITO DA FARE!!!!!!! 

Siamo cariche. 😉❤
Monica Valentina Erica Claudia